lunedì 28 settembre 2009

Le Referenze

“Su 20 persone che parlano di noi, 19 ne dicono male e il ventesimo, che ne dice bene, lo dice male” A. Rivarol

Il dilemma è noto: indicare o meno le referenze al momento della presentazione del curriculum? La risposta più generale è semplice: no.
A meno che, naturalmente, l’annuncio non ne faccia espressa richiesta.

Le referenze non sono affatto necessarie nella fase iniziale di una ricerca, ma solo in certi casi quando una selezione è molto vicina alla conclusione.
In alcune banche o società multinazionali o società di grandi dimensioni solitamente vengono prese in considerazione, soprattutto quando al selezionatore o al consulente sorgono dei dubbi.

In tal caso al candidato verrà richiesto di compilare un breve elenco (in media due o tre nominativi con i rispettivi indirizzi, recapiti telefonici ed e-mail) di persone con cui ha lavorato in passato (titolari, dirigenti o superiori, ex colleghi, ex dipendenti).
Saranno loro che, eventualmente contattati dall’azienda o dall’istituto selezionatore, potranno testimoniare sulla veridicità delle affermazioni del candidato in fase di colloquio nonché attestare il suo grado di affidabilità e professionalità.
Le referenze non vanno evidenziate sul foglio delle informazioni personali, ma vanno indicate, quando richieste espressamente dall’azienda, in calce alla lettera di accompagnamento. O, meglio ancora, su un foglio a parte.
Per ogni persona indicata come referenza, devono essere chiaramente elencati nome e cognome, titolo della posizione occupata nella specifica funzione, ragione sociale dell’azienda e recapito telefonico.
Meglio ancora aggiungere l’email aziendale, visto che la posta elettronica è forse la modalità di comunicazione più veloce ed economica e perciò preferita, soprattutto nell’ambito degli affari.
Esclusivamente se si è in particolare confidenza con la persona chiamata a fornire le referenze e solo dopo averla avvisata, si potrà indicare il suo numero telefonico d’abitazione e di cellulare.
In sede di colloquio è poi opportuno specificare sempre quale sia il rapporto di conoscenza con queste persone.
Va tenuto in ogni caso presente che nella valutazione complessiva del candidato le referenze vengono considerate come un fattore complementare e non primario, in quanto il selezionatore è consapevole che un candidato non indicherebbe nomi di persone che potrebbero dare valutazioni negative.
Evitare di citare parenti, amici, amanti, personaggi politici, il proprio parroco, il professore con cui si è discusso la tesi o il proprio capitano durante il servizio militare.
In questo modo si rischia di dare l’impressione di vendersi solo per l’importanza di chi si conosce e non per quello che in realtà si è veramente. Ciò che vale davvero è invece la professionalità.

Chi ritiene sia utile citare persone illustri o politici è destinato a rimanere deluso: l’epoca delle raccomandazioni dovrebbe essersi conclusa (Tangentopoli docet).
La spintarella, nella maggior parte dei casi, sortisce l’effetto boomerang. Per alcune posizioni professionali, che implichino incarichi di estrema fiducia, le referenze possono rivelarsi invece un indubbio vantaggio. Non è necessario allegare al curriculum vitae le referenze scritte dai precedenti datori di lavoro: si possono presentare dopo aver sostenuto il primo colloquio. Citare qualche persona di riferimento nell’azienda a cui si è inviato il curriculum vitae a volte può rivelarsi utile. Chi è convinto che proprio le referenze possano dare valore aggiunto alla candidatura, può indicare nel curriculum vitae la dicitura: “Sono disponibile a fornire le più ampie referenze”.